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Cinque ristoranti d’elite in Italia: quando il gusto vuol dire arte

Tipo di attivitàEnogastronomia
StagioneTutto l'anno

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Indiscussa è la tradizione enogastronomica italiana. Indiscussa è la cucina italiana. Indiscussa è, allo stesso modo, la classe e la qualità della cucina italiana. A testimoniare questi dati non solo arrivano i giudizi entusiasti dei tantissimi turisti stranieri che amano la nostra cucina. Ma, soprattutto, arriva in nostro soccorso un dato: l’Italia è il terzo paese al mondo per ristoranti stellati. Sono 385, infatti, i ristoranti con almeno una stella michelin: meglio di noi solo ed unicamente la Francia ed il Giappone. L’obiettivo di questo articolo, allora, è menzionare cinque ristoranti d’elite italiani che, col loro artigianato culinario, sanno offrire esperienze paradisiache.

Villa Crespi

Tra i cinque ristorante d’elite italiani non potevamo non iniziare da Villa Crespi. Vera roccaforte dello chef napoletano Antonino Cannavacciuolo, la struttura sa energicamente conciliare le caratteristiche di un’antica villa orientaleggiante con la maestria culinaria del famosissimo chef napoletano, la cui parabola di creazione di gusto ha raggiunto, tra queste mure, il suo apice. Villa Crespi vanta ben tre stelle michelin.

Immersa nella candida natura di Orta San Giulio (Piemonte), Villa Crespi fu fatta costruire da Cristoforo Benigno Crespi, nascendo come tentativo di emulare, da parte dell’imprenditore tessile, i motivi orientaleggianti assunti durante i suoi vaggi in Oriente. Rimasta per diversi decenni in stato di abbandono, fu acquistata da Cinzia Primatesta che decise di farne, con la collaborazione dell’emergente Antonino Cannavaciuolo, uno scrigno di paradiso in terra.

Dal 2012, Villa Crespi è nel Gruppo Relais & Chateaux, catena di ristorazione ed hotel di lusso che annove i più importanti “marchi” di ristorazione al mondo. La Villa, a riconferma di quanto sia uno dei cinque ristoranti d’elite in Italia, ha ricevuto l’ambitissa terza stella michelin nel 2022, a consacrazione di un percorso iniziato nel lontano 1999.

Con Villa Crespi, Antonino Cannavacciuolo ha saputo congiungere lo spirito della ricca cucina napoletana dalla quale proviene con le ricchezze di gusto del territorio, dando esempi, nei due menù proposti (Itinerario e Mettici l’anima) di felici coesistenze tra riferimenti alla tradizione ittica, che l’ha sempre caratterizzato, ed un movimento di fantasioso rinforzo di movimenti culinari di terra. Il tutto costruito con la maestria di un svasato dolciario che apre all’unicità, con la pastiera ed il profumo di limone.

A supporto di un armamentario di gusto di simile portata, ritroviamo l’eleganza delle 14 suite finemente decorate, che possono assicurare un soggiorno di classe, servendosi anche di programmi di rigerenazione del corpo e della mente, attraverso apposite aree di benessere, nelle quali è applicata, ad esempio, l’aromo-terapia tramite trattamenti che, in conformità, all’ambiente artistico sul quale si regge la Villa, riconducono alla letizia dei profumi e della maestria nel massaggio, tipicamente orientali.

Enrico Bartolini al Mudec

Per continuare il nostro viaggio nei cinque ristoranti d’elite in Italia, ci trasferiamo a Milano, precisamente al Mudec, il Museo delle Culture. Al terzo piano, in un salotto di eleganza contemporanea, Enrico Bartolini, lo chef più stellato d’Italia (con ben 12 stelle michelin) è riuscito nell’enorme miracolo di coniugare la creatività nella creazione culinaria ad uno scenario contemporaneo, sobrio e di classe, creando una promiscuità di equilibri che si arricchiscono vicendevolmente.

Enrico Bartolini, classe 1979, sa coniugare nel Mudec la sua officina di sapore con un servizio di qualità radiclamente costante. Nel Mudec, con le sue tre stelle michelin (guadagnate in soli 5 anni), lo chef milanese riesce a far avanzare la ricerca della cucina contemporanea, con esperienze di gusto capaci di ricostruire il senso del sentire comune in cucina ad una dose di fantasia creativa, capace di rapire chiunque. Questa intensa volontà sperimentante ed evolutiva si è tradotta in piatti divenuti ormai iconici, come il risotto alle rape rosse e salsa gorgonzola ed i bottoni di olio e lime con salsa cacciucco.

La capacità di coniugare sapore tradizionali ed inventive ricreazioni è, in tal senso, portata al massimo livello dalla degustazione di formaggi creativi che, a detta della stessa Guida Michelin, rappresentano il motivo di un’inventiva senza eguali nel panorama culinario mondiale. Non causalmente riconosciuto come uno dei cinque ristoranti d’elite in Italia, l’esperienza del Mudec implica anche una congrua preparazione estetica del piatto, con un rigore sopraffino del modo di portato, nei colori usati e nelle vere e proprie costruzioni artistiche fornite attorno ad ogni piatto.

A portare avanti con rigore l’eredità di Bartolini, è Davide Boglioli, residente chef. Con maestria capace di guardare ai luoghi, alle superfici di ciascun piatto, riesce non solo a trasmettere il modo di far cucina del suo maestro, ma esaudisce anche nuove strade di gusto, offrendo un’esperienza totalizzante.

Uliassi

Continuiamo il nostro viaggio tra i cinque ristoranti d’elite in Italia, con Uliassi. Sorto nel 1990, questo ristorante, che prende il nome da Mauro Uliassi, sorge a Senigalli, tra il porto e la spiaggia. A seguito di una più che trentennale esprienza, si è affermato con la vittoria di ben tre stelle michelin, ponendosi nell’olimpo dei “marchi” di ristorazione mondiali.

Estremamente sobrio nel suo design, si lascia attraversare dal bellissimo paesaggio marino nel quale è immerso, sfruttando al meglio la capacità suggestiva delle onde del mare. I colori freschi e lucenti della struttura forniscono intimità agli spazi interni ed una calda accoglienza per il terrazzo che dà praticamente sulla sabbia. Malgrado la struttura paia stagionale, Uliassi accoglie con le sue calorose atmosfere chiunque voglia vievere questa esperienza di gusto ed in qualsiasi periodo dell’anno.

E’ inevitabile che questo ristorante sia tra i cinque ristoranti d’elite italiani, anzitutto, per la cura nella cucina del pesce. Aldilà della retorica legata alla strettissima vicinanza al mare, Uliassi riesce a conquistare i commensali con un sano miscuglio di materia prima della tradizione ittica adriatica, rivalutata con fantasia e contemporaneità, volta a condurre ad un’esperienza squisitamente estatica. Non mancano, tuttavia, anche gustosi piatti di terra come i ravioli di finanziera selvatica o l’oca laccata al tè di ciliegia.

Alla ricerca, infatti, dei sapori di un territorio – sapori talvolta dimenticati – si unisce la forza artigianale di sperimentare, tramite appositi Lab che vengono rinnovati ogni anno. Si istituiscono, così, orizzonti di gusto sempre rinnovati, figli di una caccia all’unicità dell’esperienza di gusto, rimanendo sempre fedeli ad una terra che ha fatto della cucina il suo cavallo di battaglia.

Piazza Duomo, Alba

Siamo ad Alba ed è qui che, tra i cinque ristoranti d’elite italiani, ritroviamo Piazza Duomo. Volano, assieme alla famiglia Ceretto di questo gioiello della ristorazione italiana, è Enrico Crippa. Con la sua suadente cucina ha consentito che Piazza Duomo ottenesse ben 3 stelle michelin (l’ultima nel 2012) e rientrasse nella leggendaria lista dei 50 ristoranti migliori al mondo, piazzandosi al 19esimo posto.

La sapienza di Crippa nasce da lontano e passa anche per una certa attitudine all’invenzione. Fino al 1999, infatti, è a perfezionarsi in Giappone. Poi ritorna in Italia, iniziando quella regolare ascesa che, dopo 3 stelle michelin, lo porta a divenire, nel 2013, presidente di Giuria per il Bocuse d’Or. Lo scopo di Crippa è certamente la giusta commistione tra un’enorme tradizione del territorio, con la cura personale dei prodotti, coltivati nell’orto del ristorante (per cui è valsa anche la stella verde michelin per la sostenibilità ambientale) e la rivalutazione dello stesso, attraverso viaggi innovativi di piacere.

Attraverso i vari menù consigliati, tra i quali spicca il Menù Barolo, lo chef offre viaggi storici di gusto, capaci di rievocare e riproporre (ad esempio) le ricette benedettine del territorio, con pietanze eleganti ed audaci figlie dei viaggi compiuti in Francia ed in Giappone. Riuscendo ad accompagnare con una carta dei vini variegata e di altissima classe, figlia anche di un territorio che sorride alla vinicoltura. Particolarmente iconici sono l’insalata 21.31.41.51 e l’Agnello e Camomilla.

Ciò che rende, ancor di più, Piazza Duomo uno dei cinque ristoranti d’elite italiani è certamente la location. La centralissima Piazza Duomo di Alba si immerge come su tela nella struttura. Dando così particolare rilievo ad un edificio che mantiene l’originalità urbano-agreste, ma la riattualizza con moderne decorazioni al muro. Il tutto in uno scenario irrepitibile di paradiso del palato.

Osteria Francescana

Concludiamo il nostro cammino tra i cinque ristoranti d’elite italiani con Osteria Francescana. Creatura indiscussa di Massimo Bottura, vanta ben tre stelle michelin e, soprattutto, ha dominato per due anni consecutivi la classifica dei migliori ristoranti al mondo, diffondendo la cucina made in Modena in tutto il mondo.

Bottura rivendica la sua vocazione territoriale ed è questa l’estrema forza di Osteria Francescana: saper conciliare la tradizione culinaria ortodossa modenese con istanze di gusto assolutamente inedite, capaci di (letteralmente) giocare in cucina. Piatti come il Bollito non bollito, le Cinque stagionature di Parmigiano Reggiano o La parte croccante della lasagna hanno totalmente rivoluzionato non solo la cucina mondiale, ma hanno – allo stesso tempo – alimentato quel sano interesse per la storia culinaria di un territorio, che ora è conosciuta in tutto il mondo.

Così, tra piatti di mare e montagna, si costruisce un’alchimia di sapori che travalica confini del mondo, abitudini di tavola, accostamenti proibiti, giochi di colori e di sapori in cucina. E’ così che Osteria Francescana si impone come uno dei cinque ristoranti d’elite in Italia e nel mondo, rivendicando una forza di visione di gusto che raramente al mondo ha eguali.

Dopo questo delizioso excursus sui cinque ristoranti d’elite in Italia, non resta che sperimentare la loro grazia per il palato!

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Pubblicato il
30/03/2025