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18 maggio: la Giornata Internazionale dei Musei

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La Giornata Internazionale dei Musei, in un Paese come l’Italia che è un autentico museo a cielo aperto, un libro di storia dell’arte vivente, non poteva che essere degno di attenzione. Andiamo insieme alla scoperta di questo giorno che è divenuto ormai una consuetudine.

 

L’origine della Giornata Internazionale dei Musei

Dal 1977,  il 18 maggio è un appuntamento con la cultura e la promozione del patrimonio museale a livello mondiale. Istituita dall’ICOM, International Council of Museums, la celebrazione prevede iniziative in tutto il mondo coinvolgendo migliaia e migliaia di musei e aree archeologiche di tutti i continenti. Lo scopo di questa giornata, fin dagli albori, è quello di preservare la memoria collettiva rappresentata dal patrimonio artistico-culturale su scala internazionale. Circa 30.000 musei in oltre 100 paesi, ovvero una rete priva di confini o barriere di alcun tipo.

Il tema dell’edizione 2023 è “Musei, Sostenibilità e Benessere“, proprio a voler sottolineare il ruolo cruciale dei musei nella tutela ambientale, nella promozione dell’inclusione, nel contrasto all’isolamento e a favorire la salute mentale. Una panacea, in sostanza, che non si limita ad accrescere il nostro bagaglio personale e a cementare i vincoli tra etnie e culture in un’ottica di sviluppo, confronto e mutuo scambio.

Da Nord a Sud, isole comprese, l’Italia è costellata da numerosissimi eventi che è possibile consultare al seguente link alla mappa interattiva.

 

Curiosità sui Musei italiani

Nel Bel Paese le realtà museali brulicano. Se ne contano ben 4.976 suddivisi tra musei propriamente detti, gallerie, aree e parchi archeologici, singoli monumenti, poli o complessi monumentali. Stando ai dati Istat più recenti, questo si traduce in 1 museo ogni 50 kmq circa, pressoché 1 ogni 6.000 abitanti. Il centro Italia è l’area che ne vanta il maggior numero, ovvero 1.417 strutture. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è il Lazio con Roma Caput Mundi la regione con più musei: il primato nazionale spetta alla Toscana che ne conta addirittura 548. Suvvia, bando alle statistiche, entriamo nel vivo del nostro viaggio!

 

Il primo Museo pubblico della storia

Si trovano a Roma, quasi a ridosso dell’Altare della Patria a Piazza Venezia. Ebbene sì, stiamo parlando dei Musei Capitolini che sorgono sul colle per antonomasia, il Campidoglio. Fu papa Sisto IV della Rovere a “dare il la” ad un complesso che si configura, ancora oggi, come un polo museale di enorme pregio e ricchezza. Il pontefice donò al popolo romano un gruppo di statue che è possibile ammirare in tutta loro grandiosità.  La Lupa, lo Spinario, il Camillo e l’enorme testa e di Costantino, con il globo e la mano.

La Lupa Capitolina, simbolo dell'Urbe
La Lupa Capitolina, simbolo dell’Urbe

Altro simbolo è la copia della statua equestre di Marco Aurelio che svetta al centro della piazza, mentre l’originale è conservata all’interno. Il complesso comprende il Palazzo dei Conservatori, sede dei magistrati dell’antica Roma, le cui stanze sono affrescate dai più illustri esponenti del Rinascimento e Manierismo, la Pinacoteca che ospita  numerosi dipinti tra i quali Caravaggio, Tiziano e Rubens e il Tabularium, antichissimo archivio pubblico di stato.

Statua equestre di Marco Aurelio, Piazza del Campidoglio
Statua equestre di Marco Aurelio, Piazza del Campidoglio

Oltre che per la splendida vista sul Foro Romano, i Musei Capitolini vantano un primato mondiale indiscutibile ed assoluto nella storia dell’umanità. Se la fruizione dell’arte era in origine ad esclusivo appannaggio dei nobili che competevano nello sfoggiare il maggior possesso di opere, grazie a papa Clemente XII Corsini nel 1734 le cose finalmente cambiano. Per la prima volta, un museo viene aperto al pubblico per condividere l’arte ed il patrimonio culturale con l’intera collettività. Galeotte le idee illuministe? Fatto sta che l’origine dei musei come sono intesi oggi, e non come collezioni private, è di stampo tricolore.

Piazza del Campidoglio, Roma
Piazza del Campidoglio, Roma

 

International Museum Day nei 10 Musei più visitati nello Stivale

10. Museo Archeologico Nazionale di Napoli: conosciuto anche con l’acronimo di MANN, è uno tra i musei più celebri e visitati d’Italia. Grazie alle sue collezioni, di enorme pregio dal punto di vista storico-culturale, è senza dubbio uno dei più notevoli siti di interesse su scala globale. Questa affascinante realtà si configura nel viaggio per eccellenza nel mondo antico.

Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Museo Archeologico Nazionale di Napoli

9. Villa Adriana e Villa D’Este, Tivoli (Roma): A poco più di 30 km a est di Roma, sui Monti Tiburtini, Tivoli è la culla di due autentici capolavori di bellezza e testimonianza di un passato glorioso. Villa Adriana, residenza extraurbana dell’imperatore Adriano, è uno straordinario complesso di edifici e strutture realizzate con grande ingegno, rispettando la volontà di un uomo di straordinaria cultura e spiccato spessore.

Canopo, Villa Adriana (Tivoli)
Canopo, Villa Adriana (Tivoli)

La vicina Villa d’Este, invece, venne realizzata su commissione del Cardinale Ippolito d’Este verso la metà del XVI secolo, a seguito della delusione di non essere stato eletto al soglio pontificio. Riversò lo sfarzo delle corti di Ferrara,  Fointainebleau e Roma in questo grandioso progetto di ingegneria idraulica. Attraverso grotte, ninfei, suggestivi giochi d’acqua e spettacolari effetti sonori, il cardinale estense intendeva rievocare la maestosa imponenza della “sorella” Villa Adriana. Entrambe le ville tiburtine sono annoverate nel Patrimonio UNESCO rispettivamente dal 1999 e 2001.

Villa d'Este, spettacolare fontana
Villa d’Este, spettacolare fontana

8. Reggia di Caserta: visitata ogni anno da 845 mila persone, il capolavoro vanvitelliano è la più grande residenza reale al mondo. Con i suoi 47 kmq, è circa 6 volte quella di Versailles. Un tuffo nel passato nella dimora dei Borboni, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1997 unitamente al complesso di San Leucio e all’acquedotto Carolino.

I Giardini della Reggia di Caserta
I Giardini della Reggia di Caserta

7. Museo della Venarìa Reale, Torino: tra le aree verdi pubbliche più belle d’Italia, la Reggia venne realizzata tra il 1658 ed il 1679 da architetti di notevole livello quali Filippo Juvarra, Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Benedetto Alfieri su commissione del duca Carlo Emanuele II per le sue battute di caccia. 960 mila visitatori, ogni anno, intraprendono un autentico viaggio nel passato, tra opere di gran pregio, toccando con mano la storia e la vita di re e regine di un tempo.

Reggia di Venarìa
Reggia di Venarìa

6. Museo Egizio, Torino: riconosciuto il museo più antico dedicato all’arte e alla cultura egizia, conserva 37 mila reperti archeologici e ritrovamenti che ripercorrono 4.000 di storia di un popolo che ha esercitato una forte influenza in numerosi campi dello scibile umano. Tra le meraviglie da ammirare, degne di menzione sono le 24 mummie umane, 219 mummie e sarcofagi animali, il Papiro di Iuefankh lungo 18,47 m e la statua di Sethi II, visibile nella Galleria dei Re, dal peso di 5 tonnellate. Il museo egizio di Torino vanta 850 mila presenze annue.

Museo Egizio, Sala delle Mummie delle Tre Sorelle
Museo Egizio, Sala delle Mummie delle Tre Sorelle

5. Castel Sant’Angelo, Roma:  l’originario mausoleo dell’imperatore Adriano, dal V secolo d.C. cambia la sua destinazione d’uso diventando un castello a difesa della città sul fiume Tevere. Dimora di numerose famiglie nobili e pontefici. Si deve, infatti a papa Niccolò III Orsini, la realizzazione del Passetto di Borgo, chiamato er Coridore in dialetto romanesco. Questa sorta di passaggio pedonale sopraelevato di circa 800 metri collega Castel Sant’Angelo e il Vaticano.

Un vero rifugio per i papi in caso di pericolo, è stato adibito anche a prigione e a tribunale. Le varie modifiche, aggiunte o eliminazioni di elementi a seconda dell’utilizzo nel corso dei secoli sembrano quasi l’evoluzione naturale di un monumento che racconta secoli di storia, nonché i segreti più intimi dell’Urbe. Conta circa 2 milioni di visite ogni anno.

Castel Sant'Angelo che domina incontrastato sul Tevere
Castel Sant’Angelo che domina incontrastato sul Tevere

4. Galleria dell’Accademia di Firenze: in assoluto, costituisce la raccolta più grande delle opere di Michelangelo tra le quali spicca il celebre David. Il talentuoso artista fiorentino riesce ancora a trasmettere emozioni vibranti nelle sue sculture, cosa che non lascia impassibili ben 1,7 milioni di persone ogni anno. La galleria ospita, inoltre, numerose sezioni tra cui quella dedicata al Museo degli strumenti musicali costituito dalla collezione storica proveniente dal Conservatorio Luigi Cherubini.

David di Michelangelo, Galleria dell’Accademia di Firenze
David di Michelangelo, Galleria dell’Accademia di Firenze

3. Area archeologica di Pompei: gli scavi e le rovine della cittadina in provincia di Napoli, seppellita durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., sono la prova tangibile di vita quotidiana di un frammento di storia rimasti cristallizzati nel tempo. Paradossalmente, proprio la furia incontenibile del vulcano ne ha preservato le caratteristiche, ravvisabili ancora oggi durante la visita, inglobando ogni cosa in lava, cenere, lapilli e materiale piroclastico. Uno spettacolo irripetibile che approssimativamente 4 milioni di visitatori all’anno non vogliono assolutamente perdere.

Scavi di Pompei
Dettaglio di alcune delle rovine di Pompei

2. Gallerie degli Uffizi, Firenze: indubbiamente il museo più amato dai turisti italiani e provenienti da ogni parte del mondo. 4.500.000 persone circa, ogni anno, sono attratte dal fascino dei capolavori rinascimentali di artisti del calibro di Leonardo Da VinciCaravaggio.

Gallerie degli Uffizi, Firenze
Gallerie degli Uffizi, Firenze

1. Parco archeologico del Colosseo (Roma): oltre all’imponente Anfiteatro Flavio, testimone del passato glorioso della Città Eterna, l’area archeologica visitabile con un unico biglietto, comprende anche il contiguo colle Palatino e il Foro Romano. Conta ogni anno circa 8 milioni di presenze, primato conteso con i Musei Vaticani.

Colosseo e Foro Romano
Vista sul Foro Romano con il Colosseo che fa da sfondo

 

Le categorie dei musei e gli INsoliti …

Premesso che quanto finora descritto rappresenta una parte irrisoria del nostro patrimonio museale, sebbene si tratti dei “cavalli di battaglia”, va precisato che in Italia non basterebbe una vita intera per visitarli tutti. Antropologici, etnografici, archeologici, delle arti visive, dello spettacolo, delle arti applicate, della scienza, della tecnica, di storia naturale, degli strumenti musicali, naturalistici, storici, militari, ecclesiastici, leonardiani, del mare, letterari, dell’educazione, dei Vigili del Fuoco, del gusto, il Museo del Turismo

I più INsoliti, tuttavia, meritano un posto di rilievo accanto a quelli tradizionali. Quali sono? Il Museo delle illusioni a Roma, Milano o Trapani, del Cavatappi a Barolo (Cuneo), del Coltello a Pattada (Sassari), della Liquirizia a Rossano Calabro, della Figurina a Modena, delle Torture di San Gimignano (Siena), dell’Amore Perduto ad Aggius (Sassari), della Lettera d’Amore in provincia di Chieti e, dulcis in fundo, il Museo del Gatto “Paolo Gambacurta” a Teramo. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Hai deciso da quale vuoi iniziare?

 

 

 

 

 

Pubblicato il
17/05/2023